Mounjaro per dimagrire funziona davvero? Cosa sapere.

Mounjaro è diventato uno dei farmaci più discussi quando si parla di perdita di peso. Se ne parla online, sui social e nei forum, spesso con toni entusiastici o semplificati. Proprio per questo è importante chiarire subito un punto: Mounjaro non è un integratore, non è un prodotto estetico e non è una scorciatoia per dimagrire.

È un farmaco soggetto a prescrizione medica, a base di tirzepatide, usato in ambito metabolico e, in specifici casi, anche nella gestione del peso. Può aiutare alcune persone a dimagrire in modo significativo, ma solo quando esistono le indicazioni corrette e il trattamento viene seguito con controlli, aspettative realistiche e attenzione agli effetti collaterali.

Chi cerca informazioni su Mounjaro per dimagrire di solito vuole capire quattro cose: se funziona davvero, chi può usarlo, quali rischi comporta e quanto può costare. Questo articolo risponde a queste domande senza promesse rapide e senza trasformare il farmaco in una soluzione miracolosa. Per inquadrarlo dentro il panorama più ampio dei farmaci per dimagrire, il punto di partenza è capire quando hanno senso e quando no.

Cos’è Mounjaro e perché viene usato per perdere peso

Mounjaro è il nome commerciale di un farmaco che contiene tirzepatide. La tirzepatide è il principio attivo, cioè la molecola responsabile degli effetti del medicinale. Questa distinzione è utile perché, quando si parla di efficacia, sicurezza o confronto con altri farmaci, il riferimento reale è la tirzepatide, mentre Mounjaro è il brand con cui viene commercializzata.

La tirzepatide agisce su meccanismi coinvolti nella regolazione della glicemia, dell’appetito e del senso di sazietà. Per questo motivo Mounjaro è nato in ambito diabetologico, dove ha mostrato un miglior controllo glicemico e una maggiore riduzione del peso rispetto a semaglutide in pazienti con diabete di tipo 2 (Frías, 2021). Da qui è diventato centrale anche nel dibattito sui trattamenti farmacologici per obesità e sovrappeso.

Secondo l’Agenzia Europea per i Medicinali, Mounjaro è un medicinale da usare insieme a dieta e attività fisica. Le indicazioni europee includono il trattamento del diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato e la gestione del peso in adulti con obesità o sovrappeso in presenza di almeno una condizione correlata al peso.

L’interesse per il dimagrimento nasce dal fatto che molte persone trattate con tirzepatide non miglioravano solo la glicemia, ma perdevano anche peso. Questo non significa però che il farmaco sia adatto a chiunque voglia dimagrire. La gestione farmacologica del peso riguarda condizioni cliniche precise, non il semplice desiderio di perdere qualche chilo.

Per capire meglio questa area terapeutica, può essere utile approfondire anche il ruolo degli agonisti GLP-1 per dimagrire nella gestione del peso e del metabolismo.

Mounjaro è approvato per dimagrire?

La risposta dipende dal Paese, dall’indicazione clinica e dalle condizioni di accesso. In Europa, le informazioni ufficiali EMA sul prodotto indicano che Mounjaro può essere usato anche per la gestione del peso, insieme a dieta ipocalorica e aumento dell’attività fisica, in adulti con BMI pari o superiore a 30, oppure con BMI pari o superiore a 27 e almeno una comorbidità correlata al peso.

Questo significa che Mounjaro può rientrare nei trattamenti per dimagrire in casi selezionati, ma non significa che sia indicato per chiunque voglia perdere peso. La terapia farmacologica dell’obesità o del sovrappeso riguarda situazioni in cui l’eccesso di peso ha un impatto clinico sulla salute.

Uso approvato e uso off-label non sono la stessa cosa. Un farmaco è usato secondo indicazione quando viene prescritto per una finalità autorizzata dalle autorità regolatorie. L’uso off-label, invece, avviene quando un medico prescrive un farmaco fuori dalle indicazioni formalmente approvate, assumendosi la responsabilità clinica della scelta.

La situazione può cambiare tra diabete e gestione del peso. Una persona con diabete di tipo 2 può ricevere Mounjaro all’interno di un percorso orientato soprattutto al controllo glicemico, con possibile beneficio anche sul peso. Una persona senza diabete deve invece essere valutata in base a obesità, sovrappeso con condizioni associate e indicazione specifica al trattamento farmacologico del peso.

Per l’Italia, è importante distinguere tra approvazione, prescrizione, disponibilità e rimborsabilità. Un farmaco può essere autorizzato per una certa indicazione, ma non necessariamente disponibile o rimborsato nelle stesse condizioni per tutti i pazienti.

Chi può assumere Mounjaro per dimagrire

Mounjaro può essere preso in considerazione quando il peso è parte di un problema medico più ampio. Questo può includere persone con obesità, persone in sovrappeso con condizioni correlate al peso oppure persone con diabete di tipo 2 in cui il medico valuti il farmaco come parte del percorso terapeutico.

Non basta voler perdere qualche chilo per essere candidati alla terapia. Il trattamento deve avere un razionale clinico: ridurre il rischio metabolico, migliorare parametri collegati al peso o intervenire su una condizione di obesità o sovrappeso che incide sulla salute.

Il BMI, o indice di massa corporea, viene spesso usato come primo criterio di orientamento. Non racconta tutto, perché non distingue massa grassa, massa muscolare e distribuzione del grasso, ma aiuta a inquadrare il rischio. Nel sovrappeso, la presenza di comorbidità come ipertensione, colesterolo alto, apnee notturne, insulino-resistenza, alterazioni metaboliche o diabete può cambiare la valutazione.

Quando il peso raggiunge livelli più complessi da gestire, come nell’obesità grave, l’inquadramento richiede spesso un approccio multidisciplinare e percorsi di cure per obesità che integrino più strumenti. Possono essere coinvolti medico di medicina generale, endocrinologo, diabetologo, nutrizionista clinico o centri specializzati nella gestione dell’obesità.

La valutazione serve a capire se Mounjaro è indicato, se ci sono controindicazioni, quali esami fare prima di iniziare, quale obiettivo è realistico e come monitorare il percorso. Un buon trattamento non parte dalla penna iniettiva: parte da una diagnosi corretta.

Quanto si dimagrisce con Mounjaro e in quanto tempo

La domanda più concreta è: quanto peso si perde con Mounjaro? I risultati possono essere importanti, ma non sono uguali per tutti.

Negli studi clinici sulla gestione del peso, la tirzepatide è stata associata a perdite di peso significative quando usata insieme a interventi su alimentazione e attività fisica. Nello studio SURMOUNT-1, pubblicato sul New England Journal of Medicine, la tirzepatide una volta alla settimana ha portato a riduzioni medie del peso comprese tra circa il 15% e oltre il 20% in 72 settimane, in funzione della dose, in adulti con obesità senza diabete (Jastreboff, 2022).

Questi dati vanno letti con prudenza. Negli studi, i farmaci vengono assunti in un contesto controllato, con criteri di inclusione precisi e accompagnamento sullo stile di vita. Nella vita reale entrano in gioco stress, abitudini, disponibilità economica, effetti collaterali, aderenza alla terapia, alimentazione, movimento e storia clinica.

Alcune persone notano nelle prime settimane soprattutto una riduzione dell’appetito. Il calo sulla bilancia può arrivare subito oppure richiedere più tempo. Con il passare dei mesi, se il trattamento è tollerato e accompagnato da un’alimentazione adeguata, la perdita di peso può diventare più evidente.

Il peso può anche rallentare o fermarsi per un periodo. Il plateau non significa automaticamente che il farmaco abbia smesso di funzionare. Il corpo si adatta, il fabbisogno energetico cambia e la perdita di peso tende naturalmente a diventare meno rapida.

La risposta individuale dipende da peso iniziale, composizione corporea, dose raggiunta, aderenza alla terapia, alimentazione, attività fisica, sonno, stress, farmaci concomitanti, condizioni ormonali e metaboliche. Quando il problema diventa “non riesco a dimagrire”, è importante guardare oltre la sola forza di volontà e valutare fattori metabolici, comportamentali e terapeutici.

Come funziona Mounjaro su fame, sazietà e metabolismo

Mounjaro non “scioglie” il grasso e non brucia calorie in modo diretto. Il dimagrimento deriva soprattutto dagli effetti della tirzepatide su fame, sazietà, assunzione di cibo, svuotamento gastrico e regolazione metabolica.

La tirzepatide agisce come agonista dei recettori GIP e GLP-1, due vie coinvolte nella risposta dell’organismo ai nutrienti. Il GLP-1 è noto per il suo ruolo nella secrezione di insulina, nel rallentamento dello svuotamento gastrico e nella regolazione dell’appetito. Il GIP aggiunge un ulteriore livello di azione metabolica.

Questa doppia attività distingue Mounjaro da altri farmaci che lavorano principalmente sul GLP-1. Nei confronti diretti in pazienti con diabete di tipo 2, la tirzepatide ha mostrato un’efficacia superiore rispetto alla semaglutide sia sul controllo glicemico sia sulla riduzione del peso (Frías, 2021).

Molte persone riferiscono di sentirsi piene prima, di pensare meno al cibo o di avere meno desiderio di spuntini frequenti. Questo può creare un deficit calorico più sostenibile, perché la persona mangia meno non solo per sforzo, ma perché la fame si presenta in modo diverso.

Il rallentamento dello svuotamento gastrico contribuisce al senso di pienezza, ma può anche spiegare alcuni disturbi gastrointestinali, come nausea, pesantezza o gonfiore. Nei pazienti con diabete di tipo 2, Mounjaro aiuta anche a migliorare il controllo della glicemia. Quando viene associato a farmaci come insulina o sulfaniluree, il medico deve valutare il rischio di ipoglicemia e l’eventuale necessità di modificare la terapia.

Dosaggio e modalità d’uso di Mounjaro

Mounjaro viene somministrato tramite iniezione sottocutanea una volta alla settimana. Il dosaggio viene stabilito dal medico e non dovrebbe essere modificato in autonomia per accelerare il dimagrimento.

La terapia segue di solito una progressione graduale, chiamata titolazione. Serve a far adattare l’organismo e a trovare un equilibrio tra efficacia e tollerabilità. Aumentare troppo rapidamente può rendere più probabili nausea, vomito, diarrea o altri disturbi gastrointestinali.

La dose più alta non è sempre la migliore per tutti. Alcune persone ottengono risultati soddisfacenti con dosi intermedie, altre non tollerano determinati aumenti. Il punto non è arrivare “più in alto”, ma restare dentro un trattamento utile e sicuro.

L’iniezione viene effettuata nello strato di grasso sotto la pelle. Le zone comunemente utilizzate includono addome, coscia o parte superiore del braccio, secondo le istruzioni ricevute dal medico, dal farmacista o riportate nel foglietto illustrativo. È importante non improvvisare e alternare i siti di iniezione secondo le indicazioni ufficiali.

Anche conservazione, integrità della penna e gestione della dose dimenticata richiedono attenzione. Le indicazioni pratiche su dose, titolazione, penna preriempita, conservazione e dose dimenticata devono sempre essere verificate nel foglietto illustrativo aggiornato o nelle informazioni ufficiali sul prodotto, perché possono cambiare in base al Paese e alla formulazione disponibile.

Effetti collaterali, rischi e controindicazioni

Come tutti i farmaci efficaci, anche Mounjaro può causare effetti indesiderati. Alcuni sono frequenti e gestibili, altri richiedono attenzione tempestiva. Le informazioni ufficiali sul prodotto riportano avvertenze e precauzioni su aspetti come pancreatite, problemi alla colecisti, ipoglicemia in associazione ad alcuni farmaci e reazioni gastrointestinali.

Effetti collaterali comuni. Gli effetti più frequenti sono gastrointestinali: nausea, diarrea, vomito, stitichezza, gonfiore, digestione lenta, riduzione dell’appetito e, in alcune persone, stanchezza. Possono comparire soprattutto all’inizio o dopo un aumento della dose. A volte migliorano con il tempo, con pasti più piccoli, cibi meno grassi e una titolazione prudente. Non vanno però banalizzati: se i sintomi sono intensi, persistenti o impediscono di alimentarsi e idratarsi correttamente, serve un confronto medico.

Quando si parla di farmaci che agiscono sul GLP-1, è utile conoscere anche i possibili effetti collaterali dei GLP-1, perché molti dubbi su nausea, digestione lenta e disturbi gastrointestinali riguardano l’intera area terapeutica.

Effetti rari ma gravi. Alcuni segnali richiedono attenzione rapida. Dolore addominale forte e persistente, soprattutto se associato a vomito, può far sospettare una pancreatite. Dolore nella parte alta dell’addome, febbre o ittero possono indicare problemi alla colecisti. Vomito o diarrea importanti possono causare disidratazione e peggiorare la funzione renale.

Ipoglicemia. Il rischio di glicemia troppo bassa è più rilevante quando Mounjaro viene associato a insulina o farmaci che abbassano la glicemia. In questi casi il piano terapeutico va regolato con cura dal medico.

Massa magra. Una revisione recente sugli agonisti incretinici stima che una quota rilevante della perdita di peso possa riguardare anche la massa magra, con riduzioni dell’ordine di circa 6 kg in 68 settimane, comparabili a oltre un decennio di invecchiamento (Locatelli, 2024). Senza un adeguato apporto proteico e un allenamento di forza, il rischio di perdere muscolo aumenta.

Controindicazioni e cautele. Mounjaro non è adatto a tutti. La valutazione è particolarmente importante in caso di gravidanza, allattamento, storia personale o familiare di alcuni tumori tiroidei, pancreatite, gravi disturbi gastrointestinali o terapie concomitanti che possono interagire.

Il punto non è spaventare il lettore, ma riportare il farmaco nella sua dimensione corretta: può essere molto utile in casi selezionati, ma non è neutro e non dovrebbe essere assunto senza controllo medico.

Dieta e attività fisica durante Mounjaro

Mounjaro può ridurre la fame, ma non sostituisce le abitudini quotidiane. Può facilitare il deficit calorico, ma non garantisce automaticamente un’alimentazione adeguata. Può far perdere peso, ma senza attenzione a proteine e movimento una parte della perdita può coinvolgere anche la massa magra.

Per questo dieta e attività fisica non sono dettagli secondari. Sono ciò che rende il risultato più sano e più stabile. Nei percorsi clinici complessi, una dieta per obesità non coincide con una semplice restrizione calorica, ma con un piano sostenibile, personalizzato e compatibile con la salute metabolica.

Durante il trattamento conviene puntare su pasti semplici, digeribili e bilanciati. Molte persone tollerano meglio porzioni più piccole, grassi moderati, cibi poco elaborati e una buona idratazione. Alimenti molto ricchi di grassi, porzioni abbondanti o pasti consumati rapidamente possono peggiorare nausea e pesantezza.

Mangiare meno non deve diventare mangiare male. Anche con meno appetito, il corpo ha bisogno di proteine, fibre, micronutrienti e liquidi. Un adeguato apporto proteico, associato ad allenamento di forza quando possibile, aiuta a preservare la massa muscolare durante il dimagrimento.

Inserire un allenamento di resistenza supervisionato durante la terapia con incretine può proteggere la massa magra e la forza, riducendo l’impatto del calo di peso sulla composizione corporea (Locatelli, 2024). L’attività aerobica migliora salute cardiovascolare, resistenza e consumo energetico. Chi parte da una condizione sedentaria non deve iniziare con programmi estremi: camminare di più, ridurre la sedentarietà e aumentare gradualmente il movimento sono già passi concreti.

Se il rapporto con il cibo è segnato da abbuffate, paura di mangiare, controllo ossessivo del peso o forte disagio corporeo, il supporto psicologico o comportamentale può essere parte importante del percorso.

Cosa succede quando si smette Mounjaro

La sospensione è uno dei passaggi più delicati. Quando il farmaco viene interrotto, fame e appetito possono aumentare. Se nel frattempo non sono state costruite abitudini solide, il rischio di recuperare peso diventa reale.

Questo non significa che chi inizia Mounjaro debba necessariamente assumerlo per sempre. Significa però che la sospensione va pianificata, non improvvisata.

L’effetto rebound indica il recupero di parte del peso perso dopo l’interruzione del trattamento. Può accadere perché il farmaco non modifica in modo permanente tutti i meccanismi biologici e comportamentali che regolano il peso. Lo studio SURMOUNT-4 ha mostrato che, dopo una fase iniziale di trattamento, chi sospendeva la tirzepatide passando a placebo recuperava in media circa il 14% del peso corporeo nell’anno successivo, mentre chi proseguiva la terapia continuava a perderne (Aronne, 2024).

Se durante la terapia l’unico cambiamento è stato “mangio meno perché ho meno fame”, quando la fame torna il vecchio schema può riprendere spazio. Per questo il lavoro sulle abitudini deve iniziare mentre il farmaco sta aiutando, non quando viene sospeso.

Il follow-up serve a monitorare peso, composizione corporea, sintomi, esami metabolici, eventuali carenze e rapporto benefici-rischi. Il mantenimento comincia con gesti poco spettacolari: pasti regolari, proteine sufficienti, movimento costante, sonno curato, gestione dello stress e monitoraggio del peso senza ossessione.

La durata della terapia, la sospensione o l’eventuale modifica del trattamento non dovrebbero essere decise autonomamente. Vanno valutate con il medico in base a obiettivi, risposta, effetti collaterali, indicazione clinica e rischio di recupero del peso.

Alternative al Mounjaro e differenze principali

Mounjaro viene spesso confrontato con Ozempic, Wegovy e Saxenda. Il confronto ha senso, ma non dovrebbe trasformarsi in una classifica. Non basta chiedere quale farmaco “fa dimagrire di più”: bisogna considerare principio attivo, indicazione, disponibilità, tollerabilità, costi, storia clinica e obiettivi.

Mounjaro contiene tirzepatide. Agisce su GIP e GLP-1. Per questo viene spesso presentato come un farmaco particolarmente efficace sul peso, ma l’efficacia media negli studi non basta per scegliere il trattamento più adatto.

Ozempic e Wegovy contengono semaglutide. Non sono però la stessa cosa dal punto di vista dell’indicazione. Ozempic è conosciuto soprattutto per il trattamento del diabete di tipo 2, mentre Wegovy è autorizzato per la gestione del peso in persone che rientrano in criteri specifici. Per approfondire le differenze, possono essere utili gli articoli su Ozempic per dimagrire e Wegovy per dimagrire.

Saxenda contiene liraglutide. È un altro farmaco usato nella gestione del peso, con caratteristiche diverse per principio attivo, frequenza di somministrazione e profilo clinico.

Esistono anche altri percorsi per la gestione del peso, dai farmaci ai percorsi nutrizionali, comportamentali e specialistici. Nei casi selezionati può essere valutata anche la chirurgia bariatrica. La scelta migliore non è uguale per tutti: dipende dal profilo clinico e dalla valutazione medica.

Costo, disponibilità e ricetta in Italia

Mounjaro è un farmaco soggetto a prescrizione. In Italia, l’AIFA ha comunicato che dal 23 febbraio 2025 Mounjaro è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento del diabete mellito tipo 2 nell’adulto, secondo le condizioni previste dalla Nota 100. Questo non significa automaticamente che l’uso per la sola gestione del peso sia rimborsato.

Prezzo, disponibilità e condizioni di accesso possono cambiare. Il costo può dipendere da confezione, dosaggio, regime di fornitura, indicazione e rimborsabilità. Quando il farmaco è rimborsato, il paziente segue un percorso regolato dal Servizio Sanitario Nazionale. Quando non lo è, il costo può essere a carico del paziente.

Questo aspetto non è marginale. Una terapia economicamente insostenibile rischia di essere iniziata e interrotta senza continuità, con frustrazione e possibile recupero del peso.

La forte domanda di farmaci per diabete e obesità ha creato, in diversi momenti e mercati, problemi di disponibilità. Se la farmacia segnala difficoltà di approvvigionamento, la strada corretta è parlarne con il medico. Non acquistare prodotti da canali non verificati.

La ricetta medica non dovrebbe essere vista come un ostacolo burocratico, ma come una protezione. Serve a evitare usi impropri, interazioni, dosaggi sbagliati e sottovalutazione dei sintomi. Il medico non serve solo all’inizio, ma anche durante il percorso, quando la dose cambia, compaiono effetti collaterali o il peso smette di scendere.

Mounjaro online: rischi di truffe e farmaci falsi

La richiesta elevata di Mounjaro e di farmaci simili ha aperto spazio a un mercato parallelo fatto di promesse rapide, vendite senza prescrizione e prodotti di origine incerta. È uno dei punti più delicati per la sicurezza.

Un farmaco iniettabile acquistato online senza garanzie può essere contraffatto, mal conservato, contaminato, privo del principio attivo o contenere dosi diverse da quelle dichiarate. La FDA ha segnalato criticità legate a versioni non approvate e fraudolente di farmaci GLP-1, incluse preparazioni contenenti semaglutide, tirzepatide o altri principi attivi presentati in modo ingannevole. Anche l’EMA ha avvertito del forte aumento di medicinali illegali venduti nell’Unione Europea come farmaci GLP-1 per diabete e perdita di peso.

Segnali di pericolo da non ignorare:

  • vendita senza ricetta;
  • prezzi molto più bassi del normale;
  • promesse di dimagrimento rapido;
  • assenza di una farmacia riconoscibile;
  • pagamenti poco tracciabili;
  • offerte via social o messaggi privati;
  • prodotti etichettati come “per ricerca” ma proposti per uso umano.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha richiamato l’attenzione sui medicinali falsificati usati per diabete e perdita di peso, invitando a evitare canali non verificati e prodotti privi di prescrizione o tracciabilità.

Mounjaro non è un prodotto da comprare come se fosse un cosmetico. Se un canale aggira il medico, probabilmente sta aggirando anche la sicurezza.

Errori da evitare con Mounjaro

Gli errori più pericolosi nascono spesso dalla fretta: fretta di iniziare, di aumentare la dose, di vedere la bilancia scendere, di comprare il farmaco quando non si trova o di interromperlo appena si raggiunge un risultato.

Con Mounjaro è importante evitare soprattutto questi comportamenti:

  • usarlo senza prescrizione, perché manca la valutazione clinica necessaria;
  • aumentare la dose da soli, perché può crescere il rischio di effetti collaterali senza un beneficio garantito;
  • trascurare alimentazione e idratazione, perché mangiare meno non significa automaticamente mangiare meglio;
  • non fare controlli, perché peso, sintomi, esami e tollerabilità vanno monitorati;
  • comprarlo online da canali non autorizzati, per il rischio di prodotti falsi o non sicuri;
  • sospenderlo senza parlarne con il medico, perché il mantenimento va preparato.

Un altro errore è affidarsi troppo alle esperienze online. Le testimonianze possono aiutare a capire cosa può succedere nella vita quotidiana, ma non prevedono la risposta individuale. Se il dimagrimento diventa ossessione, paura di mangiare o controllo eccessivo del peso, è importante parlarne con un professionista.

Mounjaro per dimagrire: quando ha davvero senso

Mounjaro può essere un aiuto importante per alcune persone. Può ridurre la fame, favorire una perdita di peso significativa e migliorare parametri metabolici rilevanti. Ma resta un farmaco, con indicazioni, limiti, effetti collaterali e costi da valutare.

La scelta più utile non nasce da una testimonianza vista online né dalla fretta di perdere peso. Nasce da una domanda più concreta: il mio peso è un problema clinico da trattare con un farmaco? Ho le condizioni per usarlo in sicurezza? Sono disposto a costruire abitudini che rendano il risultato più stabile?

La domanda giusta non è solo “Mounjaro funziona?”, ma “per me ha senso?”. Per rispondere servono storia clinica, BMI, eventuali comorbidità, farmaci assunti, obiettivi realistici e confronto con un medico.

Portare queste domande a un professionista è il primo passo serio. Non per spegnere l’interesse verso Mounjaro, ma per trasformarlo in una decisione consapevole, dentro un percorso che protegga la salute prima ancora della bilancia.

Domande frequenti su Mounjaro per dimagrire

Può ridurre l’appetito già nelle prime settimane, ma la perdita di peso richiede tempo. Alcune persone vedono risultati rapidi, altre più graduali. L’obiettivo non dovrebbe essere dimagrire il più in fretta possibile, ma perdere peso in modo sicuro e mantenibile.

Sì, nei contesti regolatori in cui è autorizzato, Mounjaro può essere indicato anche per la gestione del peso in adulti con obesità o sovrappeso con condizioni correlate. In Italia, però, prescrizione, accesso e rimborsabilità devono essere verificati caso per caso con il medico.

Non esiste una risposta valida per tutti. Mounjaro contiene tirzepatide, Ozempic contiene semaglutide. Nello studio SURPASS-2 su pazienti con diabete di tipo 2, la tirzepatide ha mostrato una maggiore riduzione di emoglobina glicata e peso rispetto alla semaglutide (Frías, 2021), ma la scelta dipende da quadro clinico, indicazione, tollerabilità e disponibilità.

La perdita nel primo mese può variare molto. Dipende da dose, alimentazione, peso iniziale, risposta individuale e presenza di effetti collaterali. Valutare l’efficacia solo dopo poche settimane può essere fuorviante.

In alcune persone nausea, diarrea o stitichezza migliorano con il tempo, soprattutto se la dose viene aumentata gradualmente e i pasti vengono adattati. Sintomi forti, persistenti o associati a dolore importante devono essere riferiti al medico.

L’appetito può aumentare e parte del peso perso può tornare. Nello studio SURMOUNT-4, chi sospendeva la tirzepatide dopo la fase iniziale recuperava in media circa il 14% del peso corporeo in un anno (Aronne, 2024). La sospensione va pianificata con il medico e accompagnata da strategie di mantenimento.

Bibliografia

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Frías, J. P., Davies, M. J., Rosenstock, J., Pérez Manghi, F. C., Fernández Landó, L., Bergman, B. K., Liu, B., Cui, X., & Brown, K.; SURPASS-2 Investigators. (2021). Tirzepatide versus Semaglutide Once Weekly in Patients with Type 2 Diabetes. The New England Journal of Medicine, 385(6), 503–515.

Jastreboff, A. M., Aronne, L. J., Ahmad, N. N., Wharton, S., Connery, L., Alves, B., Kiyosue, A., Zhang, S., Liu, B., Bunck, M. C., & Stefanski, A.; SURMOUNT-1 Investigators. (2022). Tirzepatide Once Weekly for the Treatment of Obesity. The New England Journal of Medicine, 387(3), 205–216.

Locatelli, J. C., Costa, J. G., Haynes, A., Naylor, L. H., Fegan, P. G., Yeap, B. B., & Green, D. J. (2024). Incretin-Based Weight Loss Pharmacotherapy: Can Resistance Exercise Optimize Changes in Body Composition? Diabetes Care, 47(10), 1718–1730.

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